PUNTI CHIAVE DDL GELMINI
- Divisione dei ruoli tra Senato accademico e il Consiglio di Amministrazione (CdA)
o Oggi hanno compiti simili
Senato Accademico: pareri esclusivi sulla didattica
CdA: decisioni sulla gestione: avrà la responsabilità delle spese, delle assunzioni e dei costi di gestione
• Aumenta dal 10 al 30% la soglia minima di membri esterni del Cda (che non fanno parte del mondo universitario).
o Queste persone saranno comunque scelte dal Senato Accademico
Non ha senso parlare di rischio privatizzazioni a meno che non siano volute dall’università stessa
- Carica del Magnifico rettore non più illimitata
o Si pone un limite massimo dei 6 anni per il mandato
il primo, di tre anni, rinnovabile un’unica volta
o il Senato Accademico può sostituirlo
Norma non prevista fino ad ora
- Oggi sono le singole università a bandire i concorsi per l’assunzione dei ricercatori,
o Sia a tempo determinato che indeterminato.
La riforma prevede che saranno ammessi alle selezioni locali solo gli abilitati alla lista nazionale.
- per i ricercatori sono introdotti i cosiddetti “contratti tenure track”, che sono di due tipi:
a) contratti triennali prorogabili per soli due anni, per una sola volta,
a. previa valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte;
b) contratti triennali non rinnovabili.
a. In questo secondo caso, però, al termine del contratto se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo potrà essere confermato a tempo indeterminato come associato a condizione che abbia conseguito l’abilitazione per il suo ruolo
b. cioè se è diventato professore associato tramite concorso
c. In caso contrario, chiuderà il rapporto con l’ateneo
o La differenza che c’è con gli altri Paesi si tiene conto dei risultati raggiunti nell’arco di tempo ricoperto dal contratto (sempre determinato). Se sono positivi, il ricercatore viene assunto definitivamente. Con la riforma Gelmini invece, se non si vince il concorso si perde il posto di lavoro, indipendentemente dai risultati raggiunti.
o Si presuppone, però, che il ricercatore abbia acquisito le competenze necessarie per superare il concorso.
Si cerca di evitare i concorsi banditi per finta solo per promuovere un interno
- il provvedimento abbassa l'età in cui si entra di ruolo in università:
o da 36 a 30 anni,
o con uno stipendio che passa da 1300 euro a 2100.
- Adesso, non esiste l’obbligo di “timbrare il cartellino” da parte dei docenti.
o La loro presenza nelle aule dunque non può essere misurata.
Con il nuovo disegno di legge, i docenti a tempo pieno dovranno garantire:
• 1.500 ore annue di didattica
o “ 350 ore in regime di tempo pieno e non meno di 250 ore in regime di tempo definito.”
Anche ai ricercatori a tempo pieno saranno richieste 350 ore di insegnamento integrativo.
- Istituzione del fondo per il merito
o con il compito di promuovere l’eccellenza e il merito tra gli studenti individuati mediante prove nazionali standard.
Non saranno prese in considerazione le condizioni economiche dei richiedenti per l’assegnazione dei benefici.
Si tratta prevalentemente di finanziamenti e prestiti a tasso agevolato.
• Questo fondo partirà se ci saranno le risorse disponibili e sarà alimentato prevalentemente da versamenti spontanei di privati.
con tassi bassissimi, i prestiti d'onore
- Previste le pensioni a 70 anni.
o Salta il cosiddetto “biennio Amato”
consentiva ai docenti il fuori ruolo per due anni
o L’età pensionabile non potrà più essere prorogata.
Con l’entrata in vigore quindi delle nuove norme, i professori ordinari andrebbero in pensione a 70 anni, mentre gli associati a 68.
- Gli studenti valutano i professori.
o questa valutazione sarà determinante per l'attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero dell'Istruzione.
- Non previsti tagli al finanziamento dell’università.
o «La riduzione dei fondi destinati all’università», ha sottolineato Stanchi, «è una realtà, ma non viene decisa dalla riforma Gelmini. Chi protesta contro i tagli non lo fa contro questo disegno di legge
Inoltre troviamo:
- I bilanci dovranno essere più trasparenti e gli atenei “in rosso” saranno commissariati.
o Oggi i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei.
o Con le nuove norme, i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza.
o Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio
- I settori disciplinari, attualmente 370, saranno dimezzati.
o Per evitare la formazione di cerchie ristrette di potere
- Riorganizzazione interna degli atenei.
o Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo.
Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro.
- Scatti stipendiali solo ai professori migliori.
o Si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell'attività di ricerca dei docenti.
In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.
- Stop a parentopoli.
o Si prevede che nelle assunzioni per ordinario e associato siano esclusi i consanguinei dei professori appartenenti al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata,
anche di rettori, direttori generale, consiglieri di amministrazione.
- Valutazione degli atenei.
o Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica.
Fine della distribuzione dei fondi a pioggia.
o Obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate
per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie.
o Valutazione dell'efficienza dei risultati conseguiti da parte dell'Anvur
Aggiungerei un ricordo:
“Sia la scuola sia l’università dissipano una quota di risorse pubbliche considerevole, nel senso che spendono più soldi di quanti, con un’organizzazione più efficiente, basterebbero a garantire i medesimi servizi. Su questo, quando si trovano al governo, destra e sinistra la pensano allo stesso modo”
Libro verde della spesa pubblica del governo Prodi
Inoltre:
se è vero che è ovviamente sciocco pensare che si possa fare didattica per 1500 ore.
- In un anno ci sono circa 220 giorni lavorativi.
- A 8 ore al giorno, fa poco più di 1700 ore.
o Vorrebbe dire che si fa solo didattica 8 ore al giorno
Sulle ridicole 1500 ore, mi pare di ricordare che la stessa proposta del Pd, le portava dalla 1512 dell’iniziale proposta governativa alle 1500 odierne.
- Avranno probabilmente preso in considerazione un emendamento dell’opposizione, no?
P.s. spero di essere stato chiaro pur nella difficoltà di schematizzare un testo molto lungo e cavilloso.
Ho cercato di minimizzare al massimo i chiarimenti per non introdurre troppi pareri personali che comunque traspaiono.
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